Famiglia e Amici

Quando riguarda la nostra felicità, i nostri cari sono una priorità. È stato dimostrato scientificamente che chi ha solidi rapporti con la famiglia, partner e amici è più felice. Funziona veramente in due direzioni, per noi e per loro.
Sfortunatamente diamo per scontati i nostri rapporti più forti e vicini.Per curare e coltivare questi rapporti ci vuole tanta attenzione in modo consapevole e sforzi, ci sono cose che tutti possiamo fare per fare la differenza.

 

I buoni legami importano

I legami sociali sono essenziali durante la nostra vita, dalla nascita fino all’anzianità, esiste un nuovo aspettoscientificamente dimostrato che evidenzia l’impatto positivo che hanno i rapporti sociali sia sul nostro livello di felicità che sulle nostre funzioni mentali [1] inclusi altri aspetti della nostra salute [2] –e la longevità. [3] Allora è fondamentale relazionarsi con gli altri.

Le nostre relazioni più strette sono quelle più importanti per i nostri rapporti in generale. Le ampie reti sociali e i contatti sono la chiave per la felicità perché ci fanno sentire collegati ed incrementanol’autostima e il nostro senso di appartenenza – e ancora i nostri rapporti più stretti sono quelli che ci forniscono un maggiore senso e supporto [4]

La vera importanza risiede nella qualità dei nostri rapporti, non nella quantità di contatti. Infatti le relazioni di qualità povera tendono ad essere una fonte di stress e disagio, avendo un impatto negativo sul nostro benessere. Sarebbe fondamentale svolgere le azioni giuste per costruire e migliorare le nostre relazioni più strette, ma ci vogliono due persone per riuscirci, anzi, spesso la migliore strategia è lasciare perdere dopo continui tentativi senza buoni risultati [5], anche se tendenzialmente cerchiamo di non rompere mai i legami con gli altri. [6]

Mentre quasi tutta la ricerca sui rapporti positivi è stata sulle coppie romantiche, i risultati sono anche validi per altri tipi di relazioni per esempio di stretta amicizia. Gli studi dimostrano come gli amici sono benefici per la salute, per il benessere generale e per la nostra longevità: ci evitano la solitudine che è una importante fonte di infelicità. [7]

 

Cosa incrementa la qualità di un rapporto?

La qualità dei nostri rapporti dipende dal nostro atteggiamento e dalle azioni che abbiamo svolto per crearli e mantenerli.

Senza dubbio, i rapporti stretti e/o di lunga durata richiedono molto impegno in termini di tempo, energia e attenzione. [8] A causa del nostro ritmo accelerato di vita e del suo costante incremento, spesso il tempo in famiglia e con gli amici viene sacrificato.

La ricerca scientifica ha dimostrato che esistono fattori che contribuiscono a migliorare la salute e il benessere tramite rapporti positivi, stretti e di lungo termine con gli altri, essi sono:

  • Provare emozioni positive
  • Condividere esperienze positive
  • Parlre apertamente e ricevere comprensione;
  • Dare e ricevere supporto
  • Condividere diverse attività con gli altri

E’ fondamentale fare cose che potenzino i nostri rapporti, occorre impegnarsi ed avere consapevolezza. [9] I fattori chiave che danno valore e qualità ai nostri rapporti sono menzionati e spiegati in questa sezione. Quali di questi fattori stai già realizzando in modo consapevole, e invece quali potresti migliorare?

 

Emozioni Positive in un rapporto

Le emozioni positive hanno un ruolo fondamentale nel successo dei nostri rapporti. Questo però non significa che non ci sia spazio per le emozioni negative; ma e’ importante che vengano giustamente equilibrate.

Secondo la ricerca dello psicologo John Gottman’s esiste una “proporzione magica” per la felicita’ nei matrimoni, cioè: cinque commenti positivi per ogni commento negativo.[14]

Le emozioni positive ci rendono più sociali e con una qualità di interazione maggiore con gli altri. Uno studio ha dimostrato che le persone felici sono predisposte a descrivere i loro rapporti di amicizia come relazioni strette. Altri studi invece dimostrano che provare emozioni positive (divertimento ed eccitazione) danno come risultato rapporti sempre più stretti e di lunga durata con gli altri. Anche il buon umore è un fattore che incrementa il senso di vicinanza tra sconosciuti. [9] Ci sono molte idee per aumentare l’emozioni positive in questo sito. Quali puoi applicare subito?

AL LAVORO

La nostra felicità e il lavoro sono collegate. Il lavoro ci fornisce molte opportunità per essere felici, come per esempio: la relazioni con gli altri, la conoscenza e il miglioramento delle nostre capacità, l’utilizzo dei nostri punti di forza, il raggiungimento di obiettivi e la scoperta di ciò che è davvero importante per noi. I lavoratori felici aiutano anche le organizzazioni ad avere successo.

Sia che siamo impiegati o operai, ci sono delle azioni che possiamo fare tutti per rendere il nostro posto di lavoro più felice.

 

I NOSTRI BISOGNI FISICI E IL NOSTRO BENESSERE

Le ricerche dimostrano che ci sono tre bisogni umani fondamentali che dobbiamo soddisfare per il nostro benessere fisico e psicologico. Questi sono: l’autonomia (la necessità di avere una scelta sui nostri comportamenti e sulle nostre azioni), la padronanza (il bisogno di sentirsi competenti) e la relazione (il bisogno di sentirsi connessi agli altri e di prendersi cura degli altri). ).[1][2]

Come essere umani siamo tutti portati alla realizzazione di questi bisogni. Infatti Deci e Rayan gli psicologi meglio conosciuti per questa ricerca, paragonano queste necessità a “nutrimento psicologico innato”- cose che ci nutrono e ci sostentano. [1]

Considerato che il nostro lavoro può aiutare a soddisfare questi bisogni e poiché il lavoro di qualsiasi tipo occupa una larga parte della nostra vita, questo influenzerà come saremo felici in generale.[2][4. Per esempio, noi potremmo soddisfare il nostro bisogno di padronanza utilizzando e sviluppando le nostre abilità e il nostro bisogno di relazione attraverso i rapporti che instauriamo con i nostri colleghi vicini. E il grado in cui ci sentiamo autonomi ha forte implicazione sul grado di motivazione e sulla soddisfazione che proviamo sul nostro lavoro.

Questi bisogni influenzano anche la nostra produttività, la nostra volontà di aiutare gli altri e di contribuire oltre i confini del nostro lavoro. Quindi, per coloro di noi che dirigono, supervisionano o gestiscono altre persone, questi bisogni hanno implicazioni per come motiviamo e premiamo le nostre persone e come disegniamo e organizziamo il lavoro nelle nostre organizzazioni.

 

IL LAVORO COME FONTE DI FELICITA’

Oltre a soddisfare i nostri bisogni psicologici di base, il lavoro può essere un’importante fonte di altri elementi che contribuiscono alla felicità come emozioni positive, impegno, significato, scopo e realizzazione.

Le emozioni fanno parte dell’essere umano e non possiamo lasciarle a casa quando andiamo al lavoro. Tutti sperimentiamo una gamma diversa di emozioni positive e negative nel corso di una singola giornata lavorativa. La scienza ci dimostra che le emozioni positive sono importanti, non solo per come ci sentiamo felici.

Le emozioni positive aumentano la nostra capacità di generare idee, aumentano le modalità delle nostre azioni, e aiutano a costruire risorse intellettuali e sociali. Possono anche avere un effetto di annullamento delle emozioni negative.
Dati questi benefici, le emozioni positive al lavoro possono facilitare sia la crescita individuale che quella dell’organizzazione.

Sentire un senso di significato e di scopo o che siamo connessi con qualcosa di più grande che va oltre noi stessi porta a sentirsi più felici, più soddisfatti della vita e a provare un maggior benessere psicologico. Si ritiene che questo aspetto sia una componente chiave della felicità e il lavoro può essere per questo una risorsa potenziante. I lavoratori spesso dicono che desiderano sentire che il loro lavoro fa la differenza per gli altri o per il mondo, infatti stanno aumentano le richieste alle organizzazioni affinchè siano una forza per un cambiamento positivo.

Gli esseri umani sono diretti a uno scopo e alcune definizioni di benessere includono la realizzazione. Molti di noi stabiliscono obiettivi come parte del nostro lavoro, sia per risultati individuali che per il nostro team o per l’organizzazione nel complesso. E’ importante per la felicità che noi fissiamo obiettivi che siano personalmente intrinsecamente motivanti (vedi sotto) e che ci aiutino a soddisfare le nostre necessità psicologiche.

Le 10 Chiavi di Action for Happiness per una Vita più Felice sono strumenti che aiutano ad aumentare la felicità e infatti sono modi che direttamente o indirettamente soddisfano i nostri bisogni umani primari. Possiamo applicare queste chiavi in diversi campi della nostra vita, incluso il lavoro.

 

PERCHE’ SI PARLA DI FELICITA’ AL LAVORO

Poiché il lavoro è una parte importante della vita delle persone, impatta significativamente sulla felicità in generale. Tuttavia, perchè molti di noi pensano che il lavoro tolga felicità invece di aggiungerla?

Ci sono famigliari espressioni come “Lunedì nero” o” “grazie a Dio è venerdi”, che ci fanno capire che siamo più felici quando non siamo al lavoro. Infatti un recente studio mostra proprio questo. Se il nostro scopo è aumentare la felicità e ridurre la miseria, allora il benessere al lavoro è un argomento importante per noi come individui, come gruppo o organizzazioni. Ricerche mostrano che i lavoratori più felici sono quelli più amati dai colleghi, guadagnano più soldi, sono più efficaci e hanno idee migliori rispetto ai colleghi più tristi.

Trascorrono più tempo con il loro datore di lavoro, ed è più probabile che contribuiscano oltre ciò che è richiesto dal loro lavoro, aiutano i colleghi, si ammalano meno e sono più puntuali.

E non finisce qui. Il nostro benessere psicologico impatta sulla nostra salute fisica, che di nuovo impatta sulle nostre performance al lavoro. Inoltre la nostra felicità si propaga agli altri- al lavoro, a casa e nelle nostre comunità.

Perciò, se il lavoro soddisfa i nostri bisogni psicologici e altri fattori che sono essenziali per la nostra felicità (vedi sopra) oltre a fornirci un reddito, i lavoratori felici sono più avvantaggiati rispetto a quelli meno felici, aumentando il benessere sul luogo di lavoro si può apportare di più a ciascuno (lavoratori, managers, creditori e azionisti) rispetto ad un aumento dell’aspetto economico.

Poiché il lavoro gioca un ruolo fondamentale nella vita degli adulti, così la disoccupazione può avere effetti dannosi sul nostro benessere. Infatti può essere così dannosa, riducendo l’autostima, il senso di sicurezza, la perdita di relazioni oltre che l’impatto finanziario, che le persone non riescono più a ristabilire il loro livello di benessere prima della perdita del lavoro.

 

MOTIVAZIONE AL LAVORO

Ciò che emerge dalle ricerche sui nostri bisogni psicologici sono le implicazioni che ha il nostro modo di pensare in merito alle motivazioni sul lavoro e l’impatto sul nostro benessere. Questo ha anche conseguenze sulle organizzazioni e i loro leaders nel modo in cui cercano di motivare e premiare le persone e altre considerazioni come la cultura sul luogo di lavoro, il disegno/progetto del lavoro e lo sviluppo di supervisori e managers.

La motivazione è ciò che ci spinge ad agire, a pensare e a crescere. Gli psicologi Deci e Ryan hanno scoperto che ci sono diversi tipi di motivazioni che portano a diversi gradi di benessere. Infatti sostengono che per il nostro benessere, il tipo di motivazione è più importante dell’ammontare di motivazione che abbiamo.

Secondo Deci e Ryan, diversi tipi di motivazioni sono un continuum, tra “intriseca” motivazione e “estrinseca” motivazione. Quando siamo intrisecamente motivati noi facciamo le cose per amore, perché troviamo l’attività interessante e soddisfacente. Quando siamo estrinsecamente motivati noi facciamo le cose perché portano a qualcos’altro (es. avere soldi o evitare punizioni).

Tanto maggiore qualcosa soddisfa i nostri bisogni psicologici tanto più è probabile che siamo intrinsecamente motivati a farlo e maggiore è l’impatto sul nostro benessere. In relazione al lavoro, i nostri bisogni più importanti sono l’autonomia (cioè scegliere cosa fare) e avere padronanza (necessità di sviluppare le nostre capacità ne modi più adeguati per noi) (il nostro bisogno di relazioni è spesso raggiunto anche fuori dal lavoro).

Al lavoro (come in altri aspetti della vita), certamente ci saranno cose che dobbiamo fare che non sono intrinsecamente soddisfacenti. Così il senso del significato e dell’obiettivo è anche un importante motivatore, dato che se noi non siamo pienamente intrinsecamente motivati nei nostri compiti, questo ci spinge nel continuum verso di esso. Un modo per trovare significato nel nostro lavoro è essere in grado di vedere il modo in cui esso contribuisce al benessere di altri o fa una differenza positiva nel mondo.

In molti studi scientifici, le motivazioni autonome (motivazioni intrinseche o vicine ad esse) hanno dimostrato portare ad un aumento del livello di emozioni positive, miglior comprensione, produttività e performance nel lavoro (specialmente nei compiti che hanno qualsiasi grado di complessità o richiedono creatività), più persistenza e maggiori livelli di aiuto per gli altri.

Soprattutto, è fortemente associato all’incremento di benessere psicologico e a minori livelli di “stress lavorativo”. Ulteriori studi hanno dimostrato che per alcuni ruoli (specialmente quelli meno complessi), una combinazioni di intrinseche ed estrinseche motivazioni ad aiutare gli altri può portare a maggiore produttività e risultati.

 

AUMENTARE LA FELICITA’ AL LAVORO

Perciò quali sono le implicazioni di questi nuove ricerche scientifiche e teorie sulla motivazione. Mentre il denaro è importante per raggiungere i livelli di vita standard, come individui necessitiamo di essere più consapevoli dei fattori che veramente ci portano al benessere (felicità). Questo significa che ciò che ci motiva e dà significato alla nostra vita, al di sopra dei fattori estrinsechi come la salute, le condizioni di vita, possedere un certo numero di cose o essere famosi. Noi dovremmo anche soddisfare le nostre capacità e punti di forza. Le ricerche stanno dimostrando che noi dobbiamo diventare responsabili nel decidere consapevolmente i modi per avere di più dal nostro lavoro.

Le 10 Chiavi di Action for Happiness per una Vita più Felice ti aiuteranno a pensare ciò che apporta maggiore felicità nella tua vita nel complesso e ti aiuteranno a individuare ciò che può aumentare il benessere al lavoro.
Per i datori di lavoro, le prove evidenziano che la psicologia positiva, l’economia della felicità e le discipline collegate stanno iniziando a fornire una mappa del modo in cui motivare, sviluppare e premiare i nostri lavoratori, trainare i managers e le culture delle organizzazioni. Sembra che ci siano diverse modalità su cui possiamo agire contemporaneamente per incrementare il benessere delle nostre persone, fare la differenza nel mondo e raggiungere targets finanziari e altre performance.

Mentre l’oggetto delle organizzazioni e del ri-disegno del lavoro può essere complicato, come manager ci sono diverse semplici azioni da cui si può iniziare per fare la differenza.

La felicità: alcuni fatti

La felicità è contagiosa.

La nostra felicità influenza le persone che conosciamo e anche quelle chel oro conoscono.

Alcune ricerche hanno dimostrato che la felicità di qualcuno a noi vicino aumenta la nostra possibilità di essere felici del 15%, quella di qualcuno a noi un po’ meno vicino (per esempio il coniuge di un nostro amico) del 10% e quella di qualcuno che ci è piuttosto lontano (ad esempio l’amico di un amico di un amico) del 6%.

 

Comunità locali

La nostra felicità è strettamente connessa al benessere della nostra comunità locale. Essere inseriti in una comunità ci aiuta a sviluppare un senso di appartenenza e ciò ha un grande impatto sulla nostra felicità, su quella della nostra famiglia, e più in generale sulla comunità nel suo insieme.

Tutti noi possiamo fare delle azioni per migliorare il benessere della comunità, come conoscere meglio i nostri vicini, sostenere attività locali, trovare strategie per migliorare le strutture del quartiere.

 

Le relazioni sociali locali sono importanti

Sviluppare forti relazioni sociali con il vicinato può avere un impatto significativo sulla qualità della nostra vita e sul nostro benessere, in quanto soddisfa un bisogno vitale di ciascuno di noi: il senso di appartenenza.

È stato dimostrato scientificamente che si ottengono grandi benefici quando si entra in contatto con persone che abitano vicino a noi. Tra questi benefici troviamo la riduzione del rischio di depressione, l’abbassamento del rischio di malattie cardiache e l’aumento della nostra aspettativa di vita. [1][2]

Il nostro benessere aumenta quando parliamo regolarmente con i nostri vicini; le relazioni con il vicinato ci aiutano infatti a evitare l’isolamento e rappresentano una fonte di sostegno- per esempio, i vicini possono aiutarci a badare alla casa e ai figli quando non ci siamo. [3]

Le nostre comunità locali inoltre ci offrono l’opportunità di fare qualcosa per gli altri – di dare oltre che ricevere aiuto–cosa che, come è stato dimostrato scientificamente, accresce il benessere [4].

 

Fiducia e sicurezza

Le interazioni sociali nella nostra comunità aumentano il senso di fiducia e di sicurezza; questo è un fattore importante che può avere un impatto positivo non solo su coloro che sono direttamente coinvolti in tali interazioni, ma anche sulla comunità in generale.

La conoscenza e la fiducia nei nostri vicini ci fanno sentire più sicuri, di conseguenza siamo meno inclini a temere il verificarsi di azioni criminali nel nostro quartiere e più propensi a credere che le persone attorno a noi interverranno in caso di comportamenti antisociali. [7] Quando ci sentiamo al sicuro inoltre siamo più disposti a frequentare gli spazi pubblici e a uscire di casa quando è buio.

I quartieri con un alto livello di interazione sociale presentano in genere un minor numero di crimini e un maggior numero di spazi sicuri dove i bambini possono giocare. Questo crea perciò un circolo virtuoso: se i vicini frequentano i giardini e i parchi gioco vicino casa, aumentano le possibilità di fare conoscenza e di conseguenza si accresce il senso di fiducia e di appartenenza e si riduce la paura del crimine- e così via.

 

Costruire le nostre relazioni comunitarie

Creare rapporti all’interno delle nostre comunità spesso significa costruire relazioni non solo con persone simili a noi ma anche con coloro che potrebbero non esserlo. Questo aiuta a rendere le nostre comunità più unite e contribuisce a ciò che il Professor Robert Putnam chiama “capitale sociale”- ossia lo spirito comunitario o il buon vicinato.

Il professor Putnam descrive due tipi di rapporti che sono importanti nella costruzione del capitale sociale: i rapporti chiusi e quelli aperti. [9] Per rapporti chiusi si intendono le relazioni sociali e i legami che esistono fra persone con caratteristiche sociali e identità simili (per esempio un simile livello di reddito o di istruzione). Costruire rapporti chiusi risulta essere molto più semplice per noi.

I rapporti aperti sono invece quelli che uniscono persone che provengono da contesti differenti, spesso grazie a un interesse comune. Per esempio: far parte dei comitati di quartiere, avere i bambini alla scuola locale, lavorare insieme per migliorare uno spazio comune, far parte di una squadra sportiva locale. I rapporti aperti sono essenziali per il nostro benessere comunitario – ci fanno sentire infatti più uniti e fiduciosi e portano benefici sia agli individui che all’intera comunità.

 

Il potenziamento dei quartieri

C’è una stretta connessione fra il benessere della nostra comunità e la percezione della nostra capacità di influire sull’ambiente circostante.
Sentirsi in grado di poter agire significa essere nella condizione di compiere azioni per migliorare il quartiere, aiutando a risolvere i problemi locali o esprimendo la propria opinione riguardo questioni di interesse comune.

Significative relazioni sociali in ambito locale contribuiscono a rafforzare questo tipo di capacità– e lavorare insieme per raggiungere obiettivi comuni a sua volta aumenta le relazioni con le persone che vivono attorno a noi.

I politici e le amministrazioni locali stanno pensando sempre di più a cosa fare per aumentare il benessere comunitario. Come membri della comunità noi stessi possiamo aiutare questo processo incoraggiando i nostri amministratori locali a porre un’attenzione maggiore ad attività che incrementino il benessere della comunità.

La scuola ha un ruolo fondamentale nell’aiutare i bambini a sviluppare le competenze per vivere una vita più felice.

Durante gli ultimi decenni abbiamo assistito ad un grande aumento delle problematiche emozionali e comportamentali legate ai giovani.

I disturbi mentali sono sempre più presenti ed ogni anno almeno il 20% dei bambini e degli adolescenti ne è vittima.

Questi disturbi influenzano altre aree della vita dei giovani e aumentano anche la probabilità di sperimentare difficoltà legate alla sfera mentale più tardi nella vita adulta.

Insegnanti ed educatori devono convivere ogni giorno con la realtà di questi problemi, ma sono allo stesso tempo attori fondamentali per combatterli e per promuovere una buona salute mentale.

La nostra visione è quella di un movimento di scuole che posizioni la felicità e il benessere dei giovani al centro dei propri valori e della propria cultura, e che condivida le metodologie e i risultati raggiunti con gli altri.

 

Progetto “Gentilezza a scuola”

Action for Happiness promuove il progetto “Gentilezza a scuola” (“Kindness project in Schools”) per le scuole primarie e secondarie con lo scopo di incoraggiare comportamenti gentili ed empatici nelle scuole.

Gli esperimenti sociali condotti dimostrano che promuovere la gentilezza tra i ragazzi ha come effetto immediato quello di ridurre il bullismo e i comportamenti aggressivi e contribuisce ad aumentare il benessere sociale ed emozionale dei ragazzi.

Il progetto prevede:

  • una prima fase di “Azione” per stimolare nei ragazzi azioni crative attraverso le quali promuovere atti gentilezza fra di loro;
  • una seconda fase di “Osservazione” per imparare a “notare” le azioni positive compiute dalle persone intorno ed abituarsi così a notare quello che c’è di buono negli altri e nella società;
  • una terza fase di “Condivisione” che coinvolge gli insegnanti per condividere i risultati positivi e le buone pratiche con altri colleghi con l’obiettivo di diffondere il più possibile i valori della gentilezza e dell’empatia.