LaStoriaDelMovimento

Action for Happiness è un Movimento internazionale fondato nel 2011 che aiuta le persone a mettere in atto azioni che promuovano il benessere mentale, sia per sé stessi che per gli altri. Dal 2011 ha aiutato oltre centomila persone ad attivarsi a casa, sul posto di lavoro, a scuola e in società.

La visione del movimento prevede una società più felice e più compassionevole, con molte meno persone che soffrono di problemi mentali e molte più persone che si sentono bene, vivono meglio e che aiutano gli altri.

Action for Happiness è stata fondata da Lord Richard Layard, Geoff Mulgan e Sir Anthony Seldon ed il suo patrono è il Dalai Lama. Comprende 57mila membri in 160 città, con oltre 350mila seguaci nella comunità online. Fornisce risorse basate su evidenze scientifiche per aiutare le persone; gestisce corsi e piani formativi per le comunità, le scuole e le organizzazioni; inoltre promuove il cambiamento culturale verso uno stile di vita più compassionevole.

Vogliamo tutti vivere una vita felice e appagante e vogliamo che anche le persone che amiamo siano felici. Quindi la felicità è importante per tutti noi.
La felicità riguarda le nostre vite nella loro totalità: comprende i sentimenti oscillanti che proviamo ogni giorno ma anche la nostra generale soddisfazione verso la vita. È influenzata dai nostri geni, da come siamo stati cresciuti e da circostanze esterne – come il nostro stato di salute, il lavoro che facciamo e la nostra situazione economica. Ma in maniera forse cruciale è pesantemente influenzata dalle nostre scelte: le nostre inclinazioni interiori, l’approccio alle relazioni, la nostra scala di valori personali e il senso di avere un obiettivo.
La nostra lista di letture raccomandate indica libri utili che riassumono alcune delle più recenti scoperte scientifiche in una maniera accessibile a tutti.

Ci sono molte cose nella vita che sono importanti per noi – inclusa la salute, la libertà, l’autonomia e il raggiungimento di risultati. Ma se ci chiediamo perché queste cose sono importanti, arriviamo a dare ulteriori risposte: ad esempio, perché queste cose fanno stare meglio le persone o le mettono in grado di godere maggiormente della loro vita. Tuttavia, se chiediamo perché è importante che le persone stiano meglio, non riusciamo a trovare altre risposte. È una condizione ovviamente desiderabile che si spiega da sé. La nostra felicità generale – cioè come ci sentiamo rispetto alle nostre vite – è ciò che importa di più per noi.

Negli ultimi anni ci sono stati sostanziali progressi nella scienza del ben-essere, con un’ampia varietà di nuove evidenze riguardo i fattori che incidono sulla felicità e i modi in cui possiamo misurarla in maniera più accurata. Abbiamo adesso l’opportunità di utilizzare questi dati per fare delle scelte migliori e per migliorare il benessere nelle nostre vite personali, nelle case, nelle scuole, nei posti di lavoro e nelle comunità.

La ricerca dimostra che abbiamo bisogno di cambiare le priorità, sia a livello sociale che individuale. La felicità e l’appagamento derivano più dalle relazioni che dalla ricchezza materiale, più dall’aiutare gli altri che dall’essere focalizzati su noi stessi, più dal modo in cui scegliamo di reagire agli eventi che ci accadono che da fattori estranei al nostro controllo.

PercheFelicita

Action For Happiness Italia nasce a Marzo 2017 con l’obiettivo di rappresentare un punto di riferimento per le persone e le organizzazioni che vogliono diventare “Ambasciatori della Felicità” in Italia.

Gli obiettivi principali :

  • Divulgare strumenti educativi facilmente fruibili per insegnare le “competenze della Felicità”;
  • Prevenire i disturbi della sfera mentale promuovendo e sostenendo iniziative sociali rivolte al potenziamento del benessere ;
  • Organizzare e promuovere attività finalizzate a riconoscere, affrontare e superare ogni forma di solitudine.

Il concetto del valore della Felicità ha origini (fortemente) britanniche. A metà del 18° secolo, il filosofo scozzese Francesc Hutcheson fu il primo dire che la migliore società è quella che ha la “maggior felicità per il più alto numero di persone”. Idee simili erano condivise dai suoi amici Adam Smith e David Hume. Ma il genio che spinse questa idea ancora più avanti fu Jeremy Bentham, l’avvocato inglese che ispirò molte riforme legali e sociali del 19° secolo. Più avanti nel 19° secolo l’idea fu riformulata in maniera energica da John Stuart Mill.
Venne anche diffusa altrove. Fu abbracciata da molti “filosofi” francesi del 18° secolo e da riformatori italiani come Beccaria. Affondò tuttavia le sue radici più profonde nel Nuovo Mondo, dove Thomas Jefferson affermò che “prendersi cura della vita umana e della felicità… è l’unico legittimo scopo di un buon governo”. Jefferson redasse inoltre le ormai classiche sentenze della Dichiarazione Americana di Indipendenza riguardo la vita, la libertà e la ricerca della felicità.

La filosofia della felicità ha continuato ad avere profonde influenze fino ad oggi, sia nelle disquisizioni degli ambienti intellettuali sia nelle discussioni quotidiane riguardanti ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Molti di quelli che sposano la filosofia della felicità sono preoccupati non solo dal tasso medio di felicità ma anche dalle diseguaglianze nella stessa: considerano più importante ridurre l’infelicità che aumentare la felicità (anche se sarebbe desiderabile ottenere entrambe le condizioni).

LaScienzadellaFelicita

Nel corso degli ultimi anni le ricerche scientifiche sul tema della felicità hanno portato alla luce nuove evidenze riguardo ai fattori che influenzano la felicità e ai modi in cui possiamo misurarla più accuratamente. Adesso abbiamo l’opportunità di utilizzare questi risultati per fare scelte migliori e per aumentare il livello di benessere nelle nostre vite e nei nostri nuclei familiari ma anche nelle scuole, sul posto di lavoro e nella nostra comunità.

Le ricerche ci mostrano che il primo passo da fare è quello di cambiare le nostre priorità, sia a livello sociale che individuale: la Felicità e la soddisfazione derivano meno dalla ricchezza materiale e più dalle relazioni con gli altri; meno dal focalizzarci su noi stessi e più dall’aiutare gli altri; meno da fattori esterni fuori dal nostro controllo e più dal modo in cui noi scegliamo di reagire a quello che ci succede.

 

Possiamo misurare la felicità?

In anni recenti sono state pubblicate molte ricerche che riguardano la possibilità di misurare la felicità e di identificare i fattori che hanno un’influenza su di essa. Il metodo più semplice per misurare il grado di felicità di una persona consiste nel domandare quali sentimenti provi nei confronti della sua vita attuale. In questo modo si misura il benessere soggettivo.

Una domanda tipo utilizzata in campo scientifico è la seguente: “Considerando la tua vita nel complesso, quanto sei felice?” – con possibili risposte da 0 (estremamente infelice) a 10 (estremamente felice).

Nonostante queste misurazioni riflettano l’esperienza soggettiva degli intervistati, è stato dimostrato come la realtà percepita dal soggetto abbia dei riscontri anche nella realtà oggettiva. Per esempio:

  • Il grado di Felicità rilevato individualmente è correlato alle misurazioni delle funzioni del corpo come la pressione del sangue, il battito cardiaco e le risposte del sistema immunitario;
  • C’è una correlazione evidente tra le risposte degli intervistati e l’attività cerebrale di questi;
  • Le risposte degli intervistati presentano un alto livello di correlazione anche con le valutazioni indipendenti fornite da amici e familiari.